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I binari dei deportati

Alcune classi terze della Secondaria hanno vissuto un’esperienza di sensibilizzazione…

Durante queste fredde giornate, alcune classi terze della scuola secondaria di I grado del nostro Istituto Comprensivo si sono recate, a turno, nella città meneghina per un momento di sensibilizzazione e approfondimento didattico. Si ricorda infatti che nel corso di quest’anno scolastico gli alunni di terza dovranno affrontare lo studio dei costrutti storici che hanno caratterizzato la II Guerra Mondiale, i più terribili dei quali ricordati ogni anno il 27 gennaio, data in cui ricorre il Giorno della memoria; per questo, quindi, hanno visitato il Memoriale della Shoah. Il luogo del ricordo occupa l’edificio che in origine venne utilizzato come binario, annesso alla Centrale, per il trasporto di posta e merci. Gli studenti, accolti in questi ambienti, hanno scoperto il dramma delle deportazioni.

 

“La memoria… vaccino contro l’indifferenza”

La recentissima ristrutturazione di questo laboratorio storico ha seguito la filosofia di rievocare i luoghi così com’erano durante la guerra, riportandoli all’aspetto originario: enormi spazi in cui i deportati, lontano dagli occhi della borghesia milanese, venivano caricati sui vagoni, adibiti per il trasporto di merci, con meta verso i campi di concentramento disseminati in tutta Europa.

Nel percorso all’interno dell’area museale, gli allievi hanno approfondito le tematiche riguardanti l’ingiustificabile discriminazione razziale e hanno osservato i binari tronchi, utilizzati dai treni merci che partivano in direzione dei campi di sterminio. Su di essi sono stati adagiati quattro vagoni bestiame, originali dell’epoca, recuperati da svariate località e restaurati. Al loro interno i ragazzi son riusciti a concepire le condizioni disumane che dovevano sopportare i deportati sin dalla loro partenza. Attraversati i binari, son giunti sulla seconda banchina che si va a concludere con un muro su cui i possono leggere i nomi di tutti coloro che partirono da quel luogo verso i campi di sterminio. Evidenziati in arancione, si possono individuare i ben pochi sopravvissuti dei 15 treni merci partiti dal dicembre del 1943. Tra questi è doveroso menzionare quello di Liliana Segre, avviata da quella stazione occulta all’età di 13 anni, insieme al padre, che riuscì a tornare, seppur sola. Ora Senatrice a vita, ha aiutato nella ricostruzione di questo luogo con il supporto della sua diretta testimonianza storica.

Osservando gli spazi ricostruiti, le opere d’arte esposte, gli studenti, con il supporto costante delle guide, sono divenuti viaggiatori del tempo in cui hanno ripudiato l’indifferenza per non dimenticare la brutalità anacronistica perpetrata in quegli anni nei confronti degli ebrei, e non solo, azioni supportate dalle leggi razziali, in vigore dal 1938 sino alla loro abrogazione nel gennaio del ’44. Hanno imparato che il ricordo storico è imprescindibile per non ripetere atti aberranti, che hanno segnato la razza umana, unica e unitaria possibile classificazione per ogni individuo.

F.G.

“L’indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l’apatia morale di chi si volta dall’altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo. La memoria vale proprio come vaccino contro l’indifferenza.”

Liliana Segre

 

I binari dei deportati

 

 

 

 

 

 

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