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Sezione SECONDA

Piano Triennale dell’Offerta Formativa  IC  Leno

SEZIONE  SECONDA: organizzazione didattica

 

IL PROFILO DELLO STUDENTE

“ Lo studente al termine del primo ciclo, attraverso gli apprendimenti sviluppati a scuola, lo studio personale, le esperienze educative vissute in famiglia e nella comunità, è in grado di iniziare ad affrontare in autonomia e con responsabilità, le situazioni di vita tipiche della propria età,  riflettendo ed esprimendo la propria personalità in tutte le sue dimensioni. Ha consapevolezza delle proprie potenzialità e dei propri limiti, utilizza gli strumenti di conoscenza per comprendere se stesso e gli altri, per riconoscere ed apprezzare le diverse entità, le tradizioni culturali e religiose, in un’ottica di dialogo e di rispetto reciproco. Interpreta i sistemi simbolici e culturali della società,  orienta le proprie scelte in modo consapevole, rispetta le regole condivise, collabora con gli altri per la costruzione del bene comune esprimendo le proprie personali opinioni e sensibilità. Si  impegna per portare a compimento il lavoro iniziato da solo o insieme agli altri. Dimostra una padronanza della lingua italiana tale da consentirgli di comprendere enunciati e testi di una certa complessità, di esprimere le proprie idee, di adottare un registro linguistico appropriato alle diverse situazioni. Nell’incontro con persone di diversa nazionalità è in grado di esprimersi a livello elementare in lingua inglese e di affrontare una comunicazione essenziale, in semplici  situazioni di vita quotidiana, in una seconda lingua europea. Utilizza la lingua inglese nell’uso delle nuove tecnologie. Le sue conoscenze matematiche e scientifico-tecnologiche gli consentono di analizzare dati e fatti della realtà e di verificare l’attendibilità delle analisi quantitative e  statistiche proposte da altri. Il possesso di un pensiero razionale gli consente di affrontare problemi e  situazioni sulla base di elementi certi e di avere consapevolezza dei limiti delle affermazioni che riguardano questioni complesse che non si prestano a spiegazioni univoche. Si orienta nello spazio e nel tempo dando espressione a curiosità e ricerca di senso; osserva ed interpreta ambienti, fatti, fenomeni e produzioni artistiche. Ha buone competenze digitali, usa con consapevolezza le  tecnologie della comunicazione per ricercare ed analizzare dati ed informazioni, per distinguere informazioni attendibili da quelle che necessitano di approfondimento, di controllo e di verifica o per interagire con soggetti diversi nel mondo. Possiede un patrimonio di conoscenze e nozioni di base ed è allo stesso tempo capace di ricercare e procurarsi velocemente nuove informazioni ed impegnarsi in nuovi apprendimenti anche in modo autonomo. Ha cura e rispetto di sé, come presupposto di un sano e corretto stile di vita. Assimila il senso e la necessità del rispetto della convivenza civile. Ha attenzione per le funzioni pubbliche alle quali partecipa nelle diverse forme in cui questo può avvenire: momenti educativi informali e non formali, esposizione pubblica del proprio lavoro, occasioni rituali nella comunità che frequenta, azioni di solidarietà, manifestazioni sportive non agonistiche, volontariato, ecc. Dimostra originalità e spirito d’iniziativa. Si assume le proprie responsabilità e chiede aiuto quando si trova in difficoltà e sa fornire aiuto a chi lo chiede. In relazione alle proprie potenzialità e al proprio talento si impegna in campi espressivi, motori ed  artistici che gli sono congeniali. E’ disposto ad analizzare se stesso e a misurarsi con le novità e gli imprevisti”.

da “Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’Infanzia e del primo ciclo d’istruzione” (DM 254/2012)

 

 

L’OFFERTA FORMATIVA: curricolo obbligatorio/locale/ progetti

 I nuovi documenti di riferimento per la progettazione didattica e disciplinare nella scuola dell’infanzia, nella scuola primaria e nella scuola secondaria di I grado, sono le Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (DM 254/2012).

Esse presuppongono modalità e strumenti di progettazione che vanno gradualmente acquisiti e introdotti nella quotidianità scolastica. In particolare dovranno essere attivati:

– Il Curricolo obbligatorio relativo alle diverse discipline

– Il Curricolo di scuola obbligatorio (curricolo locale)

– La Programmazione delle attività per ogni ambito disciplinare.

-Strumenti e modalità di valutazione

Il Collegio Docenti ha elaborato il Curricolo d’Istituto centrato sulle competenze, avendo come riferimento le Indicazioni Nazionali emanate nel 2012 e il nuovo modello di certificazione delle competenze (DPR 122/2009 e CM n°3/2015) .

Per realizzare gli obiettivi definiti nella mission sono state individuate alcune linee guida riferite ai bisogni e al benessere degli alunni. In coerenza con le direzioni educative individuate, ogni anno, tenuto conto delle situazioni delle singole classi interessate, verranno attuati una serie di progetti.

 

La scuola del primo ciclo

Il primo ciclo d’istruzione comprende la scuola Primaria e la scuola Secondaria di primo grado.

Ricopre un arco temporale fondamentale per l’apprendimento e lo sviluppo dell’identità degli alunni, nel quale si pongono le basi e si acquisiscono gradualmente le competenze indispensabili per continuare ad apprendere a scuola e lungo l’intero arco della vita. La finalità del primo ciclo è l’acquisizione delle conoscenze e delle abilità fondamentali per sviluppare le competenze culturali  di base nella prospettiva del pieno sviluppo della persona… In questa prospettiva ogni scuola pone particolare attenzione ai processi di apprendimento di tutti gli alunni e di ciascuno di essi, li accompagna nell’elaborare il senso della propria esperienza, promuove la pratica consapevole della cittadinanza.

da “Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’Infanzia e del primo ciclo d’istruzione” (DM 254/2012)

 

 

Scuola dell’Infanzia

Le Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’Infanzia e del primo ciclo d’istruzione, DM 254/2012, si pongono in rapporto di continuità con gli Orientamenti del ’91 che hanno definito l’identità della scuola dell’infanzia in coerenza con una concezione del bambino/a come ”soggetto attivo impegnato in un processo di continua interazione con i pari, gli adulti, l’ambiente e la cultura”. “La scuola dell’Infanzia, statale e paritaria, si rivolge a tutte le bambine e i bambini dai tre ai sei anni di età ed è la risposta al loro diritto all’educazione e alla cura, in coerenza con i principi di pluralismo culturale ed istituzionale presenti nella Costituzione della Repubblica, nella  Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e nei documenti dell’Unione Europea.”

Annali della Pubblica Istruzione

 

La scuola dell’Infanzia si pone la finalità di promuovere:

L’IDENTITA’

– Vivere serenamente tutte le dimensioni del proprio io

– Stare bene e essere rassicurati nella molteplicità del proprio fare e sentire

– Sentirsi sicuri in un ambiente sociale allargato

– Imparare a conoscersi e ad essere riconosciuti come persona unica e irripetibile

– Sperimentare diversi ruoli e forme di identità: quelle di figlio, alunno, compagno, maschio o femmina, abitante di un territorio, membro di un gruppo, appartenente a una comunità sempre più ampia e plurale, caratterizzata da valori comuni, abitudini, linguaggi, riti, ruoli.

L’AUTONOMIA

– Avere fiducia in sé e fidarsi degli altri

– Provare soddisfazione nel fare da sé e saper chiedere aiuto o poter esprimere insoddisfazione e frustrazione elaborando progressivamente risposte e strategie

– Esprimere sentimenti ed emozioni

– Partecipare alle decisioni esprimendo opinioni, imparando ad operare scelte e ad assumere comportamenti e atteggiamenti sempre più consapevoli.

LA CITTADINANZA

– Scoprire l’altro da sé e attribuire progressiva importanza agli altri e ai loro bisogni

– Rendersi sempre meglio conto della necessità di stabilire regole condivise

– Sperimentare il primo esercizio del dialogo che è fondato sulla reciprocità dell’ascolto, l’attenzione al punto di vista dell’altro e alle diversità di genere, il primo riconoscimento di diritti e doveri uguali per tutti.

 

LE COMPETENZE

– Giocare, muoversi, manipolare, curiosare, domandare, imparare a riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione, l’osservazione e il confronto tra proprietà, quantità, caratteristiche, fatti;

– Ascoltare e comprendere narrazioni e discorsi, raccontare e rievocare azioni ed esperienze e tradurle in tracce personali e condivise;

– Essere in grado di descrivere, rappresentare e immaginare, «ripetere».

Tali finalità sono perseguite attraverso l’organizzazione di un ambiente di vita, di relazioni e di apprendimento di qualità, garantito dalla professionalità degli operatori e dal dialogo con le famiglie e la comunità.

IL CURRICOLO

“Il curricolo della scuola dell’infanzia non coincide con la sola organizzazione delle attività didattiche che si realizzano nella sezione e nelle intersezioni, negli spazi esterni, nei laboratori, negli ambienti di vita comune, ma si esplica in un’equilibrata integrazione di momenti di cura, di relazione, di apprendimento, dove le stesse routine (l’ingresso, il pasto, la cura del corpo, il riposo, ecc.) svolgono  una funzione di regolazione dei ritmi  della giornata e si offrono come «base sicura» per nuove esperienze e nuove sollecitazioni. L’organizzazione degli spazi e dei tempi diventa elemento di qualità pedagogica dell’ambiente educativo e pertanto deve essere oggetto di esplicita progettazione e verifica.”

Annali della Pubblica Istruzione

 

In tutti i plessi della scuola dell’Infanzia dell’Istituto la giornata scolastica è organizzata in relazione ai bisogni dei bambini. Salvo alcune modalità diverse nell’organizzazione delle sezioni e dei gruppi di lavoro, in tutti i plessi i bambini hanno modo di accedere a proposte formative concordate a livello di Istituto e riferite a documenti programmatici condivisi.

 

Scuola Primaria

Nella scuola Primaria, ogni gruppo classe ha un insegnante “coordinatore” e “prevalente”,  in ragione del numero delle discipline e delle risorse umane assegnate. L’insegnamento dell’IRC viene impartito dai docenti specialisti, nel caso in cui nessuno dei docenti della classe abbia: conseguito la necessaria idoneità; presentato richiesta; ottenuto il nulla osta dall’ente preposto. La scuola programma ogni anno le attività alternative rivolte agli alunni che non si avvalgono dell’insegnamento dell’IRC, organizzando gruppi di alunni possibilmente di classi parallele.

 

Scuola Secondaria di  I grado

                       

L’ACCOGLIENZA

Quando gli alunni iniziano l’anno scolastico o addirittura il loro percorso formativo (a tre, sei e undici anni), la scuola organizza momenti di accoglienza capaci di :

  • Facilitare l’ingresso nel nuovo contesto
  • Tranquillizzare le ansie degli alunni e delle famiglie rispetto a novità tutte da scoprire
  • Inviare messaggi di benessere e di serenità

 

Alla Scuola dell’Infanzia

Il Progetto Accoglienza è rivolto sia ai bambini di tre anni nuovi iscritti, sia al gruppo dei bambini mezzani e grandi che si riappropriano di relazioni, spazi e tempi già conosciuti.

L’inserimento dei bambini nuovi iscritti è un momento che richiede gradualità, flessibilità e una progettazione che ne preveda a priori le tappe per soddisfare i bisogni di appartenenza e di affetto all’interno del nuovo ambiente relazionale e scolastico.

Il Progetto Accoglienza ha inizio nel corso dell’anno scolastico precedente:

-nel mese di maggio è convocata l’assemblea con i genitori dei nuovi alunni

-nel mese di giugno i bambini e le famiglie sono invitati a prendere contatto con il nuovo ambiente e a soffermarsi a giocare nei gruppi sezione in cui saranno inseriti, per un primo approccio con il mondo della scuola dell’infanzia.

A settembre, prima dell’inizio delle lezioni, le insegnanti incontrano in assemblea i genitori per illustrare il Progetto Accoglienza, concordare i tempi dell’inserimento graduale, descrivere la giornata scolastica tipo, le regole della scuola e il corredo personale, e consegnare il questionario nuovi iscritti. Successivamente, durante un primo colloquio individuale, i genitori trasmettono le informazioni riguardo i bambini nuovi iscritti condividendo il questionario compilato (aspetto relazionale, autonomia personale, modalità di comunicazione, attività preferite, gioco….). L’inserimento graduale dura generalmente tre settimane, con tempi di permanenza sempre più prolungati sino a frequentare l’intera giornata; le modalità di frequenza delle settimane successive sono concordate con le insegnanti sulla base delle risposte e delle esigenze dei singoli alunni.

 

Alla scuola Primaria

Il primo incontro con le famiglie viene di norma organizzato a gennaio, prima della scadenza dei termini per le iscrizioni alla classe prima; in quell’occasione vengono presentati l’organizzazione della scuola e il Piano Triennale dell’Offerta Formativa. Il primo giorno di scuola, a settembre, gli alunni, accompagnati dai genitori, entrano con orario differito rispetto ai compagni delle altre classi e ciò per evitare la situazione caotica che potrebbe disorientarli. Durante il primo periodo dell’anno scolastico,  oltre ad attività specifiche di accoglienza (giochi, percorsi…), gli insegnanti lavorano in forte integrazione, senza differenziare le attività e i quaderni. Attività di  accoglienza al momento dell’inizio dell’anno scolastico vengono organizzate anche per tutti gli alunni delle altre classi.

Alla scuola Secondaria di I grado

La presentazione dell’offerta formativa viene organizzata nel mese di gennaio, in coincidenza con l’avvio delle iscrizioni. A settembre, il primo giorno di scuola, i ragazzi delle classi prime, vengono accolti dal Dirigente nella palestra della scuola insieme ai loro genitori per un saluto di benvenuto.

Durante il primo periodo dell’anno scolastico,  oltre ad attività specifiche, vengono predisposte attività finalizzate alla conoscenza reciproca degli alunni e degli insegnanti. Gli insegnanti, ove possibile, lavorano in forte integrazione. Attività di  accoglienza al momento dell’inizio dell’anno scolastico vengono organizzate anche per tutti gli alunni delle altre classi.

 

IL PIANO PER  L’INCLUSIVITÀ

L’integrazione scolastica degli alunni ha conosciuto fasi importanti nel percorso storico della scuola italiana. I riferimenti legislativi che hanno sostenuto la costruzione di un sistema scolastico inclusivo sono indicati nei Principi della nostra Costituzione e nella recente normativa che ha posto le basi per un modello pedagogico ed educativo fondato sull’integrazione scolastica e sancito il diritto  all’istruzione e all’educazione per tutte le persone.

Il nostro Istituto, al fine di realizzare il diritto all’apprendimento per tutti gli alunni, estende il campo di intervento e di responsabilità di tutta la comunità educante all’intera area dei Bisogni Educativi Speciali (BES). Nella definizione di BES rientrano  tre grandi sotto-categorie:

-quella della disabilità;

-quella dei disturbi specifici di apprendimento e/o evolutivi specifici;

quella dello svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale e delle difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti ad altre culture.

Quindi gli alunni che mostrano Bisogni Educativi Speciali non sono solo quelli in possesso di una certificazione, ma sono molti di più. In particolare è possibile far rientrare in questa categoria tutti gli alunni che necessitano di un’attenzione particolare e di interventi mirati.

L’idea di una scuola pensata in chiave inclusiva è indicata da un sistema che “pensa”, “progetta” e si muove  sul binario del miglioramento organizzativo, perché ogni alunno possa sentirsi come appartenente, pensato e accolto. L’obiettivo del miglioramento è da perseguire nella direzione della trasversalità delle prassi di inclusione negli ambiti dell’insegnamento curricolare, della gestione delle classi, dell’organizzazione dei tempi e degli spazi scolastici, delle relazioni tra docenti, personale scolastico, alunni e famiglie. Promuovere una scuola inclusiva, realistica e fattibile, significa rendersi conto che la qualità data dall’inclusione è qualità dell’intero sistema scolastico: le buone risposte per gli alunni con bisogni educativi speciali sono azioni positive per tutti e portano benefici a tutti.

 

Bisogni  Educativi  Speciali

L’espressione “Bisogni Educativi Speciali” (BES)  è entrata a pieno titolo in Italia dopo l’emanazione della Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 intitolata “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica“. L’utilizzo dell’acronimo BES sta quindi ad indicare i bisogni di tutti quegli alunni dotati di particolarità, una vasta area di alunni per i quali il principio della personalizzazione dell’insegnamento, sancito dalla Legge 53/2003, va applicato con particolari accentuazioni in quanto a peculiarità, intensività e durata delle modificazioni.

L’individuazione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali che richiedono interventi personalizzati, secondo la Circolare n.8 del 2013, è rimandata ai Consigli di Classe e ai team docenti nella scuola Primaria. Laddove si ritenga che siano presenti deficit o compromissioni di gravità, si rimanda ad una valutazione specialistica secondo gli Accordi provinciali riferiti alla Legge 104/1992.  La famiglia viene sempre informata ed è chiamata ad esprimere il proprio parere.

Ci aiuta nella comprensione delle diverse manifestazioni dei Bisogni Educativi Speciali  una sintesi che riporta la struttura esplicativa, i riferimenti normativi e la modulistica specifica del nostro Istituto.

 

1.       Alunni con  Bisogni  Educativi  Speciali:     Disabilità

Normativa

Legge n.104/92  -certificazioni

Accordi provinciali 

 

 

 

Documentazione  d’Istituto

– Scheda di segnalazione secondo Legge 104/92

– Atto di consenso

– Protocollo per l’inclusione degli studenti diversamente abili

– Piano Educativo Individualizzato (PEI)

– All. E Accordi per la stesura del PEI

PEI  OBBLIGATORIO

 La diversità, già assunta come fattore di qualità dell’Istituto Comprensivo, viene vista come una risorsa.  L’integrazione nella classe è affidata a tutto il gruppo docente che è chiamato a mettere in atto situazioni organizzative e relazionali (piccoli gruppi, tutoring, semi-classi,…) capaci di favorire lo sviluppo dei processi cognitivi , sociali ed affettivi.  Da ricordare il progetto “ Si può fare” che, in collaborazione con gli specialisti della fondazione Sospiro, offre un supporto a sostegno degli apprendimenti e dell’inclusione scolastica.

Il lavoro degli insegnanti di sostegno viene coordinato dall’insegnante “Coordinatore pedagogico per l’integrazione incaricato annualmente dal Collegio Docenti e nominato dal Dirigente.

 

2.      Alunni con  Bisogni  Educativi  Speciali:   DSA  e  altri  disturbi  evolutivi  specifici

DSA

dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia.

Normativa

Legge n.170/2010

Decreto MIUR n.5669/2011 con linee guida  DSA

 

Documentazione d’Istituto

– Scheda di segnalazione difficoltà di apprendimento

– Protocollo per l’inclusione degli studenti con DSA

– Piano Didattico Personalizzato (PDP)  

 

 

PDP  OBBLIGATORIO
Altri disturbi evolutivi

disturbi specifici del linguaggio,  disturbi della coordinazione motoria, disturbo dell’attenzione e iperattività, manifestazioni NAS, comorbilità. 

Normativa

D.M. del 27 dicembre 2012

Circolare MIUR n.8 /2013

PDP

NON OBBLIGATORIO

(discrezionalità del team docente- Consiglio di Classe)

L’acronimo DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento)  si riferisce ad una categoria di disturbi che possono riguardare un ambito specifico, come la lettura, scrittura o calcolo, ma anche una associazione fra diversi ambiti riconosciuti dalla Legge n. 170 del 2010 quali disturbi specifici di apprendimento. Possono essere distinte le seguenti condizioni cliniche:  dislessia (disturbo nella lettura e dell’abilità dell’alunno di decodifica del testo), disortografia (disturbo nella scrittura vista come abilità di codifica fonologica e competenza ortografica), disgrafia (disturbo nella grafia intesa come abilità grafo- motoria), discalculia (disturbo nelle abilità di numero e di calcolo).

Tale Legge dispone che le Istituzioni scolastiche garantiscano azioni per rispondere alle diverse istanze, individuando precocemente gli alunni che potrebbero manifestare difficoltà nelle competenze relative alla lettura, alla scrittura e al calcolo, attraverso osservazioni e interventi mirati,  attuando l’uso di una didattica personalizzata come strumento di garanzia del diritto allo studio, introducendo strumenti compensativi e misure dispensative e la stesura di un Piano Didattico Personalizzato.

Gli strumenti compensativi sono strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta mentre per misure dispensative si intendono tutti quegli interventi che consentono all’alunno di non svolgere alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e problematiche.

L’adozione degli strumenti compensativi o delle misure dispensative viene valutata dal team docente o dal Consiglio di Classe sulla base delle indicazioni specialistiche e dell’effettiva incidenza del disturbo sulle prestazioni richieste. L’adozione di questi strumenti è riportata nel PDP e non incide sulla valutazione scolastica come indicato nel Decreto del 12 luglio 2011).

 

3.     Alunni con  Bisogni  Educativi  Speciali: svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale

Area dello svantaggio socio-economico-linguistico-culturale

Gravi difficoltà scolastiche/di apprendimento derivanti da:

svantaggi diversi, motivi fisici, biologici, sociali,  economici,

psicologici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza

della cultura e della lingua italiana. Segnalazioni del Tribunale dei Minorenni, Servizi sociali, relazioni di eventuali esperti. 

 

 

Normativa

D.M. del 27/12/ 2012

Circ. MIUR  n.8 /2013

 

 

Documentazione d’Istituto

– Protocollo  accoglienza degli alunni stranieri

– Protocollo per l’inclusione

– Piano Didattico Personalizzato (PDP) 

 

 

PDP

NON OBBLIGATORIO

(discrezionalità del team docente- Consiglio di Classe)

  

Intercultura

L’Istituto Comprensivo di Leno, caratterizzato da una elevata presenza di alunni stranieri, da anni persegue ed attua il dialogo e il confronto tra culture, per tutti gli alunni e a tutti i livelli: insegnamento, curricoli, didattica, discipline, relazioni, vita della classe.

 

1.Protocollo di accoglienza e di inserimento nella scuola

Il momento dell’accoglienza e del primo inserimento risulta fondamentale ai fini del processo di integrazione perché è in questa fase che si pongono le basi per un percorso scolastico positivo. Solitamente si colloca all’inizio dell’anno scolastico, ma per una parte degli alunni stranieri l’inserimento nella scuola italiana avviene in corso d’anno.

 

2.Italiano seconda lingua

L’acquisizione e l’apprendimento dell’italiano rappresenta una componente essenziale del processo di integrazione. A tal fine, l’Istituto Comprensivo di Leno, sulla base delle risorse disponibili, predispone una serie di interventi volti a fronteggiare l’urgenza immediata (legata all’inserimento di alunni stranieri di prima generazione) e il potenziamento della lingua con laboratori di Ita L2.

 

3.Relazione con le famiglie straniere e orientamento

Viene riconosciuta la relazione con le famiglie, con particolare attenzione a tre dimensioni:

  • la scelta consapevole della scuola nella quale inserire i figli;
  • il coinvolgimento della famiglia nel momento dell’accoglienza degli alunni;
  • la partecipazione attiva e corresponsabile delle famiglie immigrate alle iniziative e alle attività della scuola. L’Istituto Comprensivo di Leno da qualche anno è sede di corsi organizzati dal centro EDA, finalizzati a favorire la conoscenza della lingua italiana da parte degli adulti.

 

Piano Annuale per l’inclusività  (P.A.I.)

L’Istituto Comprensivo di Leno, tenuto conto delle precedenti considerazioni e delle disposizioni normative in vigore, elabora ed approva il Piano per l’Inclusione, definendo il proprio impegno programmatico, basato sulla lettura del grado di inclusione della scuola e su obiettivi di miglioramento, da perseguire nel senso della trasversalità delle prassi di inclusione negli ambiti dell’insegnamento curricolare, della gestione delle classi, dell’organizzazione dei tempi e degli spazi scolastici, delle relazioni tra docenti, alunni e famiglie” (dalla Nota Miur 1551/2013 del 27 giugno 2013).

Tale Piano, dopo l’approvazione degli organi competenti, diviene parte integrante del PTOF.

Gruppi di lavoro per l’inclusione 

A livello d’Istituto è costituito il GLI e  specifiche Commissioni di lavoro e di studio BES, che hanno una ricaduta di contatto collaborativo tra la scuola, le istituzioni territoriali e la famiglia per l’avvio di un percorso scolastico composito, dinamico e adattabile alle caratteristiche e ai bisogni individuali dell’alunno. Il nostro Istituto Comprensivo si avvale di preziose collaborazioni sul territorio che sono riconducibili all’ambito scolastico, territoriale ed extra territoriale.

Strumenti privilegiati

Nel percorso di miglioramento, il nostro Istituto, avvalendosi anche del supporto della rete territoriale, ha predisposto e  utilizzato alcuni strumenti privilegiati per l’inclusione:

  • RILEVAZIONE ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI DELLE CLASSI/SEZIONI a cura dei docenti, da compilarsi in tutte le classi nel periodo settembre/ottobre, in cui si rilevano dati e informazioni rispetto al gruppo di riferimento;
  • SCHEDA DI SEGNALAZIONE Legge 104/92 (come da Accordo quadro per l’integrazione 2011-2016) compilata dagli insegnanti ed inviata, entro il 30 novembre di ogni anno scolastico, dalla segreteria didattica alla NPIA con atto di consenso firmato dalla famiglia.
  • SCHEDA DI SEGNALAZIONE per difficoltà negli apprendimenti, in cui la scuola evidenzia il persistere di significative difficoltà di lettura/scrittura/calcolo e una discrepanza tra apprendimento generale e abilità strumentali di base. In questo caso è la famiglia che dovrà rivolgersi direttamente al servizio dell’ASST/NPIA per una valutazione diagnostica, consegnando anche la documentazione rilasciata dalla scuola;
  • IL PEI (Piano Educativo Individualizzato) contenente la descrizione degli interventi integrati predisposti per ciascun alunno con disabilità. Il documento è condiviso e consegnato in copia alla famiglia entro il 30 novembre. L’originale del PEI è depositato nel fascicolo scolastico ;
  • L’ORIENTAMENTO per gli alunni delle classi terze della Scuola Secondaria di I grado;
  • IL PROGETTO DI ACCOMPAGNAMENTO per alunni con PEI ( come da Accordo quadro per l’integrazione 2011-2016) steso per alunni in passaggio tra i diversi ordini di scuola e per alunni in passaggio ad altra scuola;
  • IL PDP ( Piano Didattico Personalizzato), elaborato collegialmente dai team docenti per la Scuola Primaria o dal Consiglio di Classe per la Scuola Secondaria di primo grado,  che definisce, monitora e documenta le strategie di intervento più idonee e i criteri di valutazione degli apprendimenti. La  stesura è obbligatoria per gli alunni con DSA, mentre per gli altri alunni che manifestano Bisogni Educativi Speciali, sarà a discrezione del gruppo docente.

 

Valutazione degli alunni con BES

Nel D.P.R. n. 122 del 22 giugno 2009, all’art. 10 si legge che per gli alunni con difficoltà adeguatamente certificate, la valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle effettuate in sede di esame conclusivo, devono tenere conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni; a tali fini, nello svolgimento dell’attività didattica e delle prove d’esame, sono adottati, nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili e della legislazione vigente, gli strumenti metodologico- didattici compensativi e dispensativi ritenuti più idonei.

Possiamo quindi riportare tre pilastri fondamentali sui quali si fonda la valutazione scolastica: la valutazione è un diritto, la valutazione è un compito di tutti gli insegnanti che sono corresponsabili dell’attuazione del Piano Educativo e la valutazione per chi ha Bisogni Educativi Speciali fa riferimento alle modalità e agli obiettivi dichiarati negli strumenti specifici utilizzati dall’Istituto come il PEI o il PDP, la valutazione degli apprendimenti è una componente indispensabile di qualsiasi attività di insegnamento intenzionale ed è importante ricordare che ogni alunno, anche con handicap grave, ha diritto a veder valutati i risultati dell’azione educativa e didattica svolta nel contesto scolastico. La valutazione è riferita alle potenzialità dell’alunno e alla sua situazione di partenza, con obiettivi rispettosi e definiti nella individualizzazione del percorso formativo e di apprendimento.

Si rimanda per ulteriori approfondimenti all’ articolo 15 comma 2 dell’Ordinanza Ministeriale n. 90/01 che richiama l’importanza della valutazione degli alunni con handicap e ai criteri approvati e stabiliti dal Collegio Docenti del nostro Istituto Comprensivo.

 

IL PIANO  DELLA  CONTINUITÀ  DI  ISTITUTO

L’Istituto Comprensivo di Leno valorizza il percorso formativo degli studenti promuovendo un apprendimento che si sviluppa attraverso la continuità  fra i diversi ordini scolastici e il territorio. A tal fine é stato istituito il Tavolo Interistituzionale che vede riunite tutte le Agenzie Educative coinvolte, con l’intento di progettare e coordinare iniziative di carattere educativo e formativo. Negli ultimi anni sono stati proposti momenti di formazione per i genitori, in particolare la “Giornata dell’Educational Day”, un’occasione per tutti gli educatori della comunità di riflettere su tematiche pedagogiche e condividere possibili stili educativi.

L’Orientamento 

Il compito educativo della scuola riguarda e si realizza anche nell’attività di Orientamento:

Lo studente, al termine del primo ciclo, (…) orienta le proprie scelte in modo consapevole (…)” (dalle Indicazioni nazionali 2012, Profilo dello studente al termine del primo ciclo di istruzione).

l’IC di Leno, in qualità di capofila per la rete Bassa Bresciana”, partecipa attivamente ad un piano di azione territoriale, coordinato dall’AT di Brescia e organizza, in base alle risorse disponibili annualmente, attività di formazione rivolte ai docenti delle classi terze e ai referenti dell’orientamento delle superiori. L’I. C. Leno, in collaborazione con l’Ente comunale, organizza e ospita il progetto denominato “Bassa…che Grande”, finalizzato a fornire agli alunni delle classi terze delle Scuole Secondarie del territorio e alle loro famiglie informazioni dettagliate sulle Scuole Secondarie di II Grado e sui Centri di Formazione Professionale viciniori.

 

Il Patto Educativo di corresponsabilità

Gli insegnanti e i genitori, nonostante la diversità dei ruoli e la separazione dei contesti di azione, condividono sia i destinatari del loro agire – i figli/ alunni- sia le finalità dell’agire stesso, ovvero l’educazione e l’istruzione in cui scuola e famiglia operano insieme per un progetto educativo comune. Pertanto, al fine di consolidare la collaborazione con le famiglie e aprire nuove forme di dialogo e di comunicazione, basate su uno scambio continuo tale da caratterizzare una reale comunità educante, l’Istituto Comprensivo di Leno ha predisposto il Patto educativo di corresponsabilità,  ovvero un documento finalizzato a definire e a rendere trasparente compiti e doveri attribuibili ad ogni soggetto della comunità scolastica.

Il documento, sottoscritto dai genitori o famiglie affidatarie e dal Dirigente Scolastico, rafforza il rapporto scuola/famiglia in quanto nasce da una comune assunzione di responsabilità e impegna entrambe le componenti a condividerne i contenuti e a rispettarne gli impegni.  Al fine di consentire all’Istituzione scolastica di realizzare con successo le finalità educative e formative, cui è istituzionalmente preposta, ciascun soggetto è tenuto ad adempiere correttamente ai doveri che l’ordinamento gli attribuisce.

L’osservanza dei doveri compete anche al personale docente, non solo per quanto concerne gli adempimenti normativi, ma anche per quanto dettato dalla deontologia professionale.

La condivisione degli obiettivi, il rispetto dei ruoli, le procedure di decisione e l’assunzione di responsabilità, nonché la qualità delle relazioni docenti/ genitori, docenti/docenti, docenti/studenti rappresentano fattori di qualità della scuola.

 Si allegano i modelli:

 

Valutazione degli alunni

Nelle Scuole dell’Istituto Comprensivo di Leno il processo di valutazione formativa dell’alunno si attua attraverso alcune fasi:

  • osservazione iniziale: consente di rilevare i bisogni formativi degli alunni, le effettive conoscenze e abilità in vista della progettazione degli interventi educativo-didattici, secondo criteri individuati dagli insegnanti
  • valutazione 1° quadrimestre (gennaio)
  • valutazione 2° quadrimestre (giugno)
  • certificazione delle competenze (giugno solo per gli alunni di quinta primaria e terza secondaria ammessi agli esami di stato).

Per ogni fase il Collegio Docenti ha messo a fuoco il “che cosa “ osservare/valutare (= indicatori), codificandoli in proposizioni condivise (= descrittori).

Scuola dell’Infanzia

La Commissione Documentazione della Scuola dell’Infanzia ha messo a punto le “Griglie di osservazione scuola dell’Infanzia” differenziate per gli alunni di 3, 4 e 5 anni, e la “Scheda di passaggio per i bambini di cinque anni”  approvate dal Collegio Docenti

Scuola Primaria

La scuola Primaria prende in considerazione il Manuale di Valutazione, predisposto dalla Commissione Documentazione e approvato dal Collegio Docenti.

La valutazione quadrimestrale, posta in essere allo scadere del 1° e del 2° quadrimestre da tutto il gruppo docente, è visionabile on-line dai  genitori attraverso il sito dell’Istituto Comprensivo di Leno. Per formulare il giudizio, gli insegnanti fanno emergere collegialmente le caratteristiche dell’alunno/a, ne osservano l’evoluzione e individuano gli indicatori che meglio corrispondono alla valutazione.  Ove opportuno e/o necessario, possono formulare osservazioni che non compaiono nel manuale.

Il Manuale di valutazione tiene conto di alcuni criteri considerati importanti, quali la valenza formativa della valutazione quadrimestrale, la trasversalità dell’osservazione e l’uso di un linguaggio non tecnico, accessibile a tutti gli utenti. Ai sensi della L. 169/08, la valutazione  periodica degli apprendimenti degli alunni è effettuata attraverso l’utilizzo di voti numerici, espressi in decimi.

Nell’attribuzione dei voti si tiene conto, oltre che del grado di apprendimento delle conoscenze-abilità, anche dei seguenti ulteriori aspetti:

  • Impegno manifestato dall’alunno
  • Grado di progresso registrato rispetto alla situazione di partenza
  • Livello di prestazione raggiunta rispetto alle potenzialità personali

Certificazione delle competenze

La certificazione delle competenze accompagna il documento di valutazione degli apprendimenti e del comportamento degli alunni. La scuola è tenuta a rilasciare alla fine della classe quinta della Scuola Primaria e alla fine della classe terza della Scuola Secondaria di I grado, il documento di certificazione, secondo il modello previsto dalla CM n° 3/2015 denominato “Documento di certificazione delle Competenze di base e relativi livelli raggiunti ”, che riporta i livelli di competenza (iniziale, base, intermedio e avanzato).

Per la valutazione delle competenze si farà sempre più ricorso a strumenti specifici quali: compiti esperti, osservazioni sistematiche, autobiografie cognitive.

Scuola Secondaria

Per la valutazione degli alunni della scuola  Secondaria di primo grado gli insegnanti si attengono a della griglie di valutazione, comuni o individuali, predisposte ed approvate dal Collegio docenti. Per ogni anno, in relazione a ciascuna disciplina, vengono predisposte delle prove comuni con relative griglie di correzione, per la condivisone dei livelli di apprendimento raggiunti dagli alunni. Al termine della Scuola Secondaria di  primo grado per ogni alunno è prevista la certificazione delle competenze secondo il modello denominato “Documento di certificazione delle Competenze”.

 

LA FORMAZIONE PER I DOCENTI

L’Istituto assume le seguenti accezioni della “formazione” dei docenti:

  • La formazione in servizio è una funzione strategica per lo sviluppo organizzativo e culturale della scuola in quanto persegue non solo la crescita professionale del singolo docente, ma quella più generalizzata di tutta l’organizzazione ;
  • per affrontare il cambiamento “esterno” è indispensabile riorganizzare quanto già presente all’interno sul piano delle competenze acquisite (professionali e organizzative) ;
  • non si può più parlare di “formazione in servizio”; più funzionale ai bisogni della scuola è parlare di “formazione continua” come azione di micro-miglioramento capace di ricapitalizzare la conoscenza già posseduta dalla scuola;
  • La formazione è strettamente collegata all’attività di progettazione dell’Istituto come ricerca di soluzioni possibili dei diversi problemi;
  • La formazione si può configurare come attività laboratoriale per la messa a punto di percorsi formativi innovativi e facilitanti;
  • La formazione si può configurare come “ricerca-azione” in grado di produrre nuove conoscenze e di operare , contemporaneamente, dei cambiamenti.

 

Con l’ausilio delle nuove tecnologie, la formazione ON LINE permette di accedere a comunità professionali per il confronto delle pratiche metodologiche e per l’accesso a nuovi approfondimenti teorici.

IL PIANO DELLE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE E DI AGGIORNAMENTO viene rivisto annualmente e risulta depositato agli atti della segreteria.

 

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