Ultima modifica: 29 Ottobre 2019

Questa scuola non fa per me

Esperienza dal convegno nazionale dell’associazione Flipnet…un forte appello ad andare oltre un modello tradizionale di scuola

26 OTTOBRE 2019, ROMA:  V  CONVEGNO NAZIONALE FLIPNET
“Questa scuola non fa per me”

 

Prendo in prestito alcune parole della canzone “Un senso” di Vasco Rossi per esprimere quello che ieri, all’Uniroma Tre, un centinaio di docenti, provenienti da tutta Italia, hanno cercato di trovare: un senso alla nostra scuola.

Questo filo conduttore si è dipanato attraverso gli interventi di Simone Consegnati, impegnato nella promozione del Service Learning, per il quale “la scuola ha un problema solo: i ragazzi che perde […] pensate che la scuola italiana, in 20 anni, ne ha persi 3,5 milioni”; di Marco Orsi, presidente dell’associazione Senza Zaino per cui “dire bravo non serve poiché, se pure sia un giudizio positivo, è pur sempre un giudizio, quando la scuola dovrebbe invece valorizzare il processo e l’impegno, il miglioramento e la crescita personale”. La scuola che dice bravo – aggiunge – è una scuola che lavora sulla colpa. E ancora, attraverso l’intervento di Giovanni Savia, cultore della materia in didattica e pedagogia speciale e che ha affrontato e animato le tre grandi sfide della scuola di oggi: disabilità, inclusione e tecnologia, che propone di capovolgere la prospettiva sull’inclusione con l’U.D.L. ( https://www.erickson.it/it/universal-design-for-learning ).

Di grande impatto l’intervento di Paolo Mottana, docente a Milano Bicocca, con le sue “Prospettive per un benefico esodo scolastico” nelle quali immagina la classe come il contenuto di una grande scatola che bisogna capovolgere, scuotere per poi gettare via il contenitore, la scatola stessa. E infine cito Daniele Manni, docente all’istituto Costa di Lecce e le cui startup come Educazione all’imprenditorialità. Quanto divertimento! e, tra quelle dei suoi studenti, Mabasta (contro bullismo e cyberbullismo), ECOisti (pro ambiente) hanno avuto un grande successo, che ci ha parlato di come insegnare agli studenti a inventare un nuovo prodotto, una nuova APP, e a lanciarla sul mercato reale.

Nel pomeriggio i vari workshop hanno coinvolto i docenti in molte novità didattiche. La parte più viva del convegno è stata comunque la tavola rotonda con gli interventi dei docenti che, a più voci, hanno espresso la voglia di costruire una scuola che avvolga, una scuola in cui i ragazzi non si annoino e non si stressino perché – si è ripetuto -gli studenti hanno bisogno di essere motivati, di trovare un senso alla scuola.

Dal convegno nazionale dell’associazione Flipnet, tenutosi a Roma lo scorso sabato, si è levato forte l’appello ad andare oltre un modello di scuola che non sa più rispondere alla sfida dei tempi che viviamo.
Personalmente, dopo un’intera giornata vissuta a parlare di scuola, porto a casa la consapevolezza di volerla cambiare e la convinzione che gli studenti non aspettano altro di sentire questo cambiamento, di essere capovolti.

 

Firmato: una docente che a scuola non si annoia!
Vita Giannotti